Giochi da Tavolo: “H.P.Lovecraft’s Kingsport Festival”

Articolo di Antonio AmodeoGiochi da tavolo

DiceCreatori: Andrea Chiarvesio & Gianluca Santopietro | Artisti: Alan D’Amico & Maichol Quinto | Publisher: Black Monk, Devir, Giochi Uniti, Hobby Japan | Anno: 2014 | Numero di giocatori: 3 − 5 | Età suggerita: Dai 12 anni in su | Durata media di gioco: 90 minuti

Kingsport FestivalSolitamente le trame dei giochi da tavolo riguardanti Lovecraft e più in generale il mito di Cthulhu sono tutte molto simili: l’investigatore deve evitare che si risvegli l’antico, punto. Kingsport Festival sotto questo punto di vista è molto più originale. Nel gioco infatti i partecipanti saranno dei cultisti che cercheranno di sfruttare i doni degli antichi per conquistare la città di Kingsport, ostacolati dai vari investigatori che si presenteranno in quattro dei dodici mesi (turni) durante cui si svolge il gioco. Il sistema di gioco è molto simile a quello di Kingsport, con quelle che io reputo “piacevoli differenze”, ma spieghiamo meglio come funziona. All’inizio della partita si dispone il tabellone, contenente i luoghi della città conquistabili, e una serie di carte tutt’intorno che rappresentano varie creatura da evocare. 

Ogni creatura in questione può donare al giocatore che l’ha scelta le risorse per lanciare gli incantesimi e/o gli incantesimi stessi, punti vittoria e la possibilità di guardare quale sarà l’investigatore che verrà a fargli visita o gli effetti della carta “Festival” alla fine della partita. Le risorse ottenute grazie alle evocazioni permettono anche di conquistare vari luoghi della città che concederanno ulteriori bonus nei turni successivi. Per poter scegliere il dio in questione si lanciano tre dadi e si posizionano tutti su una creatura o separatamente su altre. Più la creatura è potente, più risultati alti pretenderà (invocare Cthulhu non è esattamente come evocare un Mi-Go).

Gli incantesimi di cui parlavo sono carte che servono per modificare il lancio dei dadi, per difendersi meglio dall’investigatore che verrà a fare visita di tanto in tanto ai giocatori o per facilitare la conquista dei luoghi sul tabellone. Lo stesso dicasi per i suddetti luoghi: avere la chiesa darà ai giocatori molti punti vittoria alla fine della partita ma vi sono anche luoghi che è meglio possedere quando viene a far visita un certo Rudolph Carter o il buon Professor Armitage. Le descrizioni e le illustrazioni sono a dir poco fantastiche. Ho visto in altri giochi dedicati a Cthulhu con robe oscene, come per esempio un Dagon che sembrava un lupo mannaro, e mancanza totale di descrizioni.

Proprio parlando per le descrizioni non si può non adorare il lavoro fatto dagli autori che alle regole hanno aggiunto la storia di ogni singolo oggetto, divinità o investigatore presente nel gioco. Come nota dolente devo purtroppo ammettere di non aver apprezzato i segnalini in legno che spesso si confondono o non risaltano all’occhio dei giocatori, per non parlare delle descrizioni dei luoghi. Ci si scorda spesso di bonus utilizzabili mentre si gioca. Per il resto promuovo Kingsport e lo consiglio a tutti gli amanti di Lovecraft. Se adorate il solitario di Provvidence e volete giocare uno dei suoi romanzi (non esagero, le missioni riportano i titoli delle sue opere), aggiungete pure dieci al voto finale della recensione.

Antonio ”Spettro” Amodeo