Giochi da Tavolo: “Munchkin”

Articolo di Antonio AmodeoGiochi da tavoloDiceCreatore: Steve Jackson | Artista: John Kovalic | Publisher (in Italia): Raven Distribution | Anno: 2000 | Numero di giocatori: 2-8 (espandibile) | Età suggerita: Dai 12 anni in su | Durata media di gioco: variabile | Voto: 50/100

MunchkinCurioso, avevo promesso al nostro admin di pubblicare una recensione per Arkham Horror (a dire il vero sarebbe già pronta), poi però l’occhio mi è caduto sul mazzo di “Munchkin, Morti e Contenti” che tengo in libreria. La cosa ancor più curiosa è che Munchkin prende spunto un po’ da tutto: Cthulhu, Conan, Pathfinder e tante altre opere con frecciatine ai più famosi romanzi fantasy e sci-fi. Ma vale davvero la pena giocarci? A essere sincero no. Munchkin è un gioco confuso pieno di citazioni che spesso comprendono solo i veri appassionati ma con meccaniche di gioco dedicate ai neofiti. Le regole sono semplici: si giocano delle carte “potenziamento” per migliorare il proprio punteggio e con esse si cerca di sconfiggere i mostri che entrano in gioco. Ogni volta che si batte un mostro si ottiene un livello (che viene sommato al proprio punteggio di attacco per gli scontri successivi), il primo ad arrivare al decimo vince. Il problema è che non è per nulla bilanciato! Le razze del gioco, per esempio, si dividono fra ottime e pessime così come i potenziamenti.

Layout 1 Alcuni mostri sono davvero ridicoli, è vero che un mostro a livello uno dev’essere molto meno potente di uno a livello dieci, ma ne sono presenti alcuni dove è impossibile soccombere! Le illustrazioni sono divertenti, certe volte vi sono particolari scrutabili solo dopo un’attenta analisi (come le scritte sulle armi) e l’impatto iniziale è sempre positivo, qualche risata la si riesce a fare. Il gioco inoltre è ottimo per convincere i meno propensi a giocare o a incuriosire gli appassionati di porcherie come Risiko. Non voglio dire che con un po’ d’attenzione in più si sarebbe potuto creare un punto di riferimento dato che Munchkin ormai è diventata una realtà, ma intendo sottolineare che siamo di fronte a un gioco senza una vera e propria identità. Non è un buon filler visto che non mette d’accordo neofiti e veterani (“abbiamo dieci minuti, facciamo una partita a Munchkin?” “No, per favore…E’ sempre lo stesso…”), non è unico nel suo genere (Chez Geek è sicuramente una spanna sopra) e il fatto che il numero minimo di giocatori sia di tre non aiuta. Consiglio l’acquisto solo nel caso in cui si trovi a buon prezzo e solo per far cambiare idea a chi si ostina a uscire la scatola del Monopoly.

Antonio ”Spettro” Amodeo