Recensione: “Blink. La scintilla” (2016) di Alessia Mainardi

Lavinia PinelloBlinkNella Londra vittoriana del 1872 un racconto a due voci segue le vicende di Loki, mitico dio degli Inganni proveniente della leggendaria Asgard, e di Elizabeth, una fanciulla di nobili origini con un cuore meccanico che nasconde al suo interno il Blink, l’anima e il segreto della vita. Un potere immenso, che nemmeno la ragazza sa di custodire. Per Loki appropriarsene significherebbe recuperare tutti i poteri persi durante il ‘Crepuscolo degli Dei’. Sarà un’impresa tutt’altro che semplice, dato che il dio scoprirà di non essere il solo interessato e nemmeno l’ultimo superstite di Ragnarok naufragato in quel mondo steampunk completamente estraneo. Un’avventura incalzante in cui i confini tra bene e male, giusto e sbagliato, eroi e antagonisti si confonde e capovolge, per sorprendere a ogni svolta.

Titolo: Blink. La scintilla | Autrice: Alessia Mainardi | Editore: Ailus Editrice | Anno di pubblicazione: 2016 | Pagine: 192 pagine | Formato: brossura, 15x21cm |https://www.facebook.com/blinklascintilla/

“Blink – La Scintilla” di Alessia Mainardi edito da Alius Editore, per struttura e (solida) ambientazione si va ad inserire all’interno del filone steampunk con pochi e ben dosati elementi fantastici. È interessante infatti, da parte dell’autrice, intrecciare alla vicenda ambientata nel XIX secolo personaggi e simbologie mutuati dalla mitologia norrena, plasmandone contorni e caratteristiche in modo da creare una linea di continuità che riesce ben ad amalgamare con le fila di modernità del romanzo, senza lasciare al lettore quel retrogusto stridente di rottura della congruenza della storia, come, purtroppo, alle volte accade quando si vogliono far combaciare tempi e storie che, per loro natura, hanno poco a che vedere le une con le altre a meno di non stravolgerne l’essenza forzandone l’incastro tra le parti.

Non è questo il caso di Alessia Mainardi, che, non soltanto riesce nell’intento di fare coesistere due realtà narrative quasi opposte ma riporta, alla fine del romanzo in un nutrito glossario, nomi e citazioni degli elementi mitologici norreni con puntuale precisione.

Il romanzo si snoda in una narrazione a due voci, i due protagonisti Elizabeth e Loki, pongono ognuno la propria visione della vicenda al lettore caricandola delle loro emozioni e personali angolazioni osservative, caratterizzandola al punto di regalargli ritmi narrativi opposti e complementari.

La storia d’amore che si evolverà tra i due protagonisti con l’evolversi della storia (all’interno di cui possiamo trovare divertenti siparietti che riportano alla memoria il sapore di quelli tra i protagonisti di “Orgoglio e pregiudizio” della Austen), è un legante in cui, dietro la lente di una lettura più attenta, possiamo riscontrare temi ben più profondi di quelli normalmente riscontrabili in storie che usano l’elemento romance come legante narrativo; questi sono temi che vanno ben oltre l’ambientazione o il rapporto di reciprocità tra i due personaggi: è il rapporto del personaggio con se stesso e la sua evoluzione all’interno degli eventi narrativi.

Andremo quindi a riscontrare il tema della diversità fisica e di quella che definirei di “propriocezione del pensiero” vissute entrambe come menomazioni e rifiuto dalle società, terrene o mitologiche che siano, e la progressiva accettazione da parte dei personaggi di queste parti rifiutate e rifiutanti della propria persona che si sviluppano partendo da punti di estrema fragilità a elementi su cui impernare la propria forza per uscire fuori da situazioni critiche, personali e non, e da pregiudizi costruiti prima da se stessi che dalla società in cui questi si muovono e che pure ne è pregna.

A questo proposito è interessante notare la caratterizzazione di tutti i personaggi all’interno del romanzo e dei chiaroscuri che li plasmano, ogni personaggio infatti ha un proprio compito evolutivo il cui nodo verrà sciolto al termine della narrazione.

Infine, va dato risalto alla suggestiva cover realizzata partendo da uno dei lavori di Ilaria Trombi e alle illustrazioni interne di Marco F. Caporale, Maddalena Modena e della stessa Ilaria Trombi, che impreziosiscono il volume.

Lavinia Pinello

Alessia MainardiL’AUTRICE

Alessia Mainardi. Nata a Parma, è scrittrice e presidentessa di Ailus Editrice. Il suo debutto come autrice è stato nel 2008 con la trilogia fantasy Avelion. Nel 2014 è seguita la quadrilogia Argetlam, ispirata all’universo celtico e alle leggende del popolo dei Tuatha De Danann riletti in chiave moderna.  Successivamente ha dato vita, insieme agli illustratori Marco F. Caporale, Maddalena Modena e Ilaria Trombi, alla fiaba steam fantasy La Pietra Verde.  Nel 2016 è uscito Mitologika  Le leggende di Eriu, primo volume della collana di Ailus Editrice dedicata alle mitologie antiche, sulle leggende legate a Irlanda e Scozia. L’ultimo romanzo Blink – La Scintilla, di ambientazione steampunk, è disponibile da Lucca Comics&Games 2016. www.ailuseditrice.it www.alessiamainardi.net