Recensione Graphic Novel: “Amazzoni” (2015) di AA.VV.

Paolo Mottaamazzoni-passengerNella Londra dell’800, la giovane Pauline, detta Polly, lavora per la Royal Society. E’ l’unica donna ad essere impiegata in questo ente che si occupa dello studio dei paesi e delle popolazioni appena scoperte. Pauline è quindi vittima dei pregiudizi e delle angherie dei colleghi uomini. Un giorno le arriva però un plico dall’amica Dynah che le racconta di aver scoperto una tribù di donne guerriere che vivono in simbiosi con il metallo e di essere diventata, dopo varie traversie, una di loro.

Titolo: Amazzoni | Autori: Alessandro Cremonesi, Flaviano Armentaro, Valentina Marucci, Marco Scali, Paolo Maini, Marco Febbrari, Antonio Solinas, Leonardo Valenti, Lucio Perrimezzi, Diego Cajelli, Gigi Simeoni (testi), Gaetano Matruglio, Marianna Pescosta, Giorgio Gualandris, Laura Farina, Ignazio Piacenti, Laura Battani, Greta Xella, Gabriela Hamilton, Lorenzo Palloni, Francesco Iaquinta, Simone Pace, Cecilia Lo Valvo, Lazzaro Losurdo (disegni), Carmine Di Giandomenico (copertina) | Graphic novel | Formato: 300 pagine, b/n, brossurato, 12×17 | Prezzo: 9,90 € | Editore: Passenger Press

Le amazzoni sono inscindibilmente legate alle storia del fantasy italiano, non solo perché sono un mito che affonda le radici nella tradizione greco-romana, ma anche perché sono state al centro di due opere fondamentali che hanno contribuito a traghettare il genere nei nostri lidi : il fumetto Anyha l’Amazzone di Roberto Bonadimani, pubblicato dall’Editrice Nord, e il ciclo letterario di Gianluigi Zuddas composto dai romanzi Amazon, Le Amazzoni del Sud, La Stella di Gondwana e Il Volo dell’Angelo. Fra l’altro, sebbene in pochi lo ricordino, anche i libri di Zuddas furono trasposti in un fumetto dall’editore Giorgio Cavedon per i disegni del cartellonista cinematografico, Averardo Ciriello.

1448900494950.jpg--dettaglio_di_una_tavola_di__amazzoni___passenger_press_Diciamo subito che le protagoniste della graphic novel pubblicata da Passenger Press, la piccola casa editrice indipendente gestita da Christian G. Marra, hanno poco a che vedere con le consuete pin-up fantasy dal seno che letteralmente erutta dall’armatura. Le amazzoni qui descritte sono vere e proprie guerriere piene di cicatrici e a volte persino mutilate. Inoltre le amazzoni vivono in simbiosi con un metallo vivente che ne riveste i corpi, spesso deformandoli in forme mostruose che rimandano a certa arte bio-meccanica.

La vicenda si articola su almeno tre diversi livelli di lettura: in primis c’è la vicenda di Pauline a Londra, insoddisfatta dalla monotonia della sua vita e vittima dal bullismo dei colleghi. Attraverso delle lettere misteriosamente recapitate a Pauline, viene quindi ricostruita la storia della spedizione di Dynah alla ricerca del popolo delle amazzoni che a sua volta viene inframmezzata con le biografie di ogni singola amazzone che l’esploratrice incontra. Mentre la parte d’ambientazione londinese è stata disegnata da Marianna Pescosta, la story-line dedicata a Dynah è di Gaetano Matruglio , le vicende delle singole amazzoni sono opera di diversi disegnatori, tra i quali Lazzaro Losurdo, Francesco Iaquinta, Lorenzo Palloni e Gabriela Hamilton, solo per citarne alcuni. La sceneggiatura generale è invece di Alessandro Cremonesi, mentre alle singole sequenze narrative sono stati messi all’opera anche qui vari autori, come Diego Cajelli, Gigi Simeoni, Paolo Maini, Antonio Solinas, ecc. Il risultato è come una sinfonia, dove ogni sceneggiatore e ogni disegnatore, pur mantenendo, il proprio stile personale cerca di armonizzarsi nella continuità della narrazione.

1448900499075.jpg--dettaglio_di_una_tavola_di__amazzoni___passenger_press_Per l’impostazione della graphic novel è impossibile non pensare alla formula del romanzo epistolare in voga tra fine Settecento e inizio Ottocento, come pure a quella letteratura “coloniale” che vedeva i popoli extra-europei come dei veri e propri “alieni”. Si pensi alle opere di autori come Henry Rider Haggard, Pierre Benoit e Edgar Rice Bourroghs, in cui l’esotico si mescolava col fantastico. In questo tipo di racconti, al di là di un certo razzismo di fondo, i continenti che gli europei andavano via via colonizzando apparivano disseminati di città perdute e razze scampate ai cataclismi della storia. Sebbene Bourroghs già inventasse storie ambientate su altri pianeti (Carter di Marte, Carson di Venere) e Haggard in epoche remote ( i ciclo del vichingo Eric Brighteyes), per loro l’impossibile e il sense of wonder poteva essere trovato già sulla nostra vecchia Terra e nella contemporaneità.

La differenza tra il fumetto della Passenger Press e i romanzi coloniali sta tuttavia nell’ottica femminista che esso assume. Come ho già accennato, non ci sono ammiccamenti sessuali, ma addirittura vengono rappresentati solo personaggi femminili, gli uomini (specie nella story-line incentrata su Pauline) sono solo voci senza volto. Tale trovata finisce per far apparire ancora più opprimente la società sciovinista dell’800. La società delle amazzoni, al contrario, per quanto segnata da dolore e spesso anche dalla crudeltà, appare come un mondo in cui le donne sono veramente padrone di sé stesse e del proprio destino. Un messaggio tutto sommato attuale anche al giorno d’oggi, dove la donna, sia che debba mettersi il burqa o che debba spogliarsi nuda, è comunque vittima di classificazioni ideate dai maschi.

Paolo Motta

Gaetano MaruglioALCUNI DEGLI AUTORI

Gaetano Maruglio è Nato ai tempi dei bei cartoni animati, ha iniziato con il diploma alla Scuola internazionale di Comics di Roma nel 2011 e seguito da un corso di perfezionamento al Daisho Studio di Saverio Tenuta nell’anno successivo. Dal 2013 comincia la collaborazione con Passenger Press, iniziando con “Apocalyspe Tarot” nello stesso anno, “Racconti indiani” l’anno successivo ed “Amazzoni” nel 2015, in cui ho partecipato alla stesura e produzione del progetto. In tutti e tre i casi si è occupato del character design dei personaggi e parte della storia di cornice narrativa, nei primi due anni in coppia con Christian G. Marra e nell’ultimo con Marianna Pescosta. Nel mentre ha dato il suo contributo al progetto Robotics di Shockdom con una copertina interna ed il character design del personaggio “Wanderer” e ha collaborato, sempre con Christian G. Marra, ad un’illustrazione per il numero 10 di Hammer, edizione Mondadori.

Alessandro CremonesiAlessandro Cremonesi, classe ’78, viene introdotto alla lettura di fumetti e agli sport da combattimento fin da piccolo. Appassionatosi prima alle avventure di Flash Gordon di Raymond, viene fortunatamente portato sulla cattiva strada dai primi Dylan Dog e soprattutto dall’avvento dello Shok Studio. All’attivo per il mercato italiano come sceneggiatore per Passenger Press ha il Primo Tomo di “OdisseaNera”, la “Guerra dei Serpenti” (contenuta in Racconti Indiani), “Storie della Progenitrice” e “Amazzoni”, di cui si occupa della supervisione insieme a Gaetano Matruglio e Christian Marra, della trama verticale e dell’ultima delle storie brevi contenute nell’albo. È autore di due storie contenute in “Motosega – Il libro della Fine” uscito per Latitudine42 – In Your Face Comics.