Recensione Horror | Fantastico: “I Racconti del Whisky” (Les Contes du Whisky, 1925, rev. 1946) – Racconti neri e fantastici. Vol. 2 di Jean Ray

Recensione di Cesare Buttaboni8012226749_10207059727624359_950555558_nPubblicata a Bruxelles nel 1925, I racconti del Whisky è la prima raccolta edita di Jean Ray, e comprende ventisette racconti.  Spettri, creature mostruose, ma anche contrabbandieri, uomini di scienza, sono solo alcuni dei protagonisti delle vicende che si alternano tra la nebbiosa Londra e gli ancor più inquietanti canali di Amsterdam, in un’atmosfera tra il macabro e il grottesco. Ma il vero fascino dei Racconti del Whisky sta nella creazione di un mondo dove i personaggi negativi non sono mai cattivi fino all’osso e quelli positivi cedono sovente alle tentazioni: marinai, contrabbandieri, tagliagole, prostitute, tutti accomunati da un sorso di whisky (o più di uno) al momento giusto: perché la vita è senza speranza, per vincere la paura, perché si è soli ed è l’unico amico, talvolta semplicemente perché fa freddo. E, sempre, perché è eccellente, anzi, come dice l’autore, honorable.

Il volume contiene:

  • Irish whisky
  • A mezzanotte
  • Il nome della barca
  • Un racconto di fate a Whitechapel
  • La fortuna di Herbert
  • Nelle paludi del Fenn
  • La notte di Camberwell
  • L’ultimo canto di Madame Butterfly
  • Il salmone di Poppelreiter
  • Tra un bicchiere e l’altro
  • Joshua Güllick, prestatore su pegno
  • La vendetta
  • Il mio amico, il morto
  • Il coccodrillo
  • Una mano
  • L’ultimo sorso
  • La scimmia
  • La finestra dei mostri
  • Mezzanotte e venti
  • La bestia bianca
  • Il guardiano del cimitero
  • La buona azione
  • Il quadro
  • L’osservatorio
  • Gli strani studi del Dr. Paukenschlager
  • Il debito di Gumpelmeyer
  • Herr Hubich nella notte

Autore: Jean Ray | Titolo: I Racconti del Whisky | Editore: Edizioni Hypnos | Collana: Biblioteca dell’Immaginario n.7 | Pagine: 278 | Prezzo: Euro 21,90 | Anno di Pubblicazione: 2013 | ISBN: 9788896952108

Jean Ray è uno degli ultimi rappresentanti di un tipo di fantastico “weird” e creativo che oggi si è perso in favore di tematiche più rassicuranti. Imbevuto di cultura gotica e europea del Nord Europa, amante delle atmosfere nebbiose e della realtà fantastica che si nasconde nel quotidiano come emerge leggendo i racconti di quest’antologia, lo scrittore di Gand fu uno strano personaggio che amava inventare storie immaginarie sulla sua vita.

I racconti del whisky, pubblicato in Belgio nel 1925 per la casa editrice Ranaissance du livre, è il suo primo libro, un testo che all’epoca gli garantì una certa fama a livello locale. Bisognerà aspettare però la mitica casa editrice belga Marabout e la pubblicazione del volume Les 25 meilleures histoires noirs et fantastiques (titolo italiano25 racconti neri e fantastici, Baldini & Castoldi – 1963 – libro rarissimo disponible oggi solo a prezzo astronomici) negli anni ’60 perchè finalmente, soprattutto in Francia ( dove di lui parlava spesso la rivista di fantascienza “Fiction”), venga apprezzato il suo valore dagli amanti del fantastico.

ImmagineLa raccolta presenta quella che lo scrittore fiammingo riteneva in quel momento la sua produzione migliore: i tempi dei grandi affreschi mitologici del romanzo Malpertuis sembrano ancora lontani tuttavia il gusto per il bizzarro, per il soprannaturale che irrompe e apre squarci nella realtà e per la delineazione di squallidi e meschini personaggi in balia di forze oscure e dimensioni sconosciute sono indicutibilmente sue caratteristiche. Nelle storie qui presentate si possono notare alcuni riferimenti alla religione cattolica – retaggio del contesto in cui viveva – che dimostrano come la visione “filosofica” di Jean Ray fosse più tradizionale rispetto a quella di H.P.Lovecraft. Tuttavia il culto di HPL e Jean Ray per la narrativa di William Hope Hodgson avvicinerà, in alcuni racconti, le tematiche trattate dai due scrittori.

Non tutte le storie de I racconti del whisky sono afferenti il fantastico ma in ogni caso il livello si mantiene sempre su livelli di eccellenza e si possono trovare alcume e vere proprie chicche del macabro come “Irish Whisky”, storia di una terribile vendetta in cui un meschino personaggio senza scrupoli – a seguito di una maledizione – si trasforma in un ragno (la suggestione mi ha ricordato Il Ragno di Hanns Heinz Ewers!). Notevoli anche La finestra dei mostri, in cui la realtà quotidiana si deforma e assume sembianze fantastiche e Nelle paludi del Fenn, racconto che descrive una creatura abominevole e il suo contatto con l’uomo. Gli strani studi del dottori Pauknenschlager tratta invece la tematica della quarta dimensione e mi ha ricordato alcune storie fantascientifiche di Clark Ashton Smith. Da ricordare poi La notte di Camberwell – dove in un quartiere desolato di Londra si aggirano orrori senza nome – e Il guardiano del cimitero, racconto capolavoro in cui la tematica del vampirismo è trattata in maniera esemplare e da manuale.
Chiude il volume un’acuta e competente postfazione di Danilo Arona intitolata Gli spettrali carillons del mistero (versione aggiornata di un precedente articolo apparso su lla rivista cartacea Carmilla).

Cesare Buttaboni

jeanrayL’AUTORE

Jan Ray è lo pseudonimo più noto tra i tanti usati  da Raymundus Joannes de Kremer ( 8 luglio 1887 – 17 Settembre 1964) , prolifico autore belga ( fiammingo) .  Ha scritto diversi racconti per ragazzi con il nome di John Fiandre , storie per fumetti e racconti gialli.  E’ noto per i suoi racconti del fantastico scritti in francese con il nome di Jean Ray e soprattutto per il suo romanzo macabro Malpertuis (1943) , da cui è stata tratta una pellicola diretta da Harry Kümel nel 1971 (interpretata da Orson Welles). Ha usato anche gli pseudonimi King Ray , Alix R. Bantam e Sailor John , tra gli altri .