Recensione: “Il ciclo di Death Gate” (The Death Gate Cycle, 1990–1994) di Margaret Weis e Tracy Hickman

Articolo di Sonia ColleliArtLa storia è ambientata in un lontano futuro. A seguito di un conflitto nucleare e di antimateria, dalle ceneri del mondo si sono evolute razze diverse. Gli umani, gli elfi e i nani. Poco a poco sono inoltre emersi due popoli potentissimi i Sartan e i Patryn, persone in grado di percepire “l’onda” dell’universo che da forma alla realtà. Se all’inizio erano un popolo solo, ad un certo punto si separarono per via di un modo opposto di concepire l’onda e l’uso della magia che ne derivava, la magia della possibilità e della probabilità, uno più pratico e l’altro più spirituale. I Patryn pensavano di avere il diritto di governare sulle “razze comuni” cioè elfi uomini e nani e i Sartan lottarono per impedirlo. Il realtà pure loro pensavano di essere superiori, ma che fosse loro compito guidare le altre razze e non governarle. Alla fine, per impedire ai Patryn di vincere, i più grandi maghi sartan tessero un incantesimo potentissimo e in un certo senso privo di logica. Così certi di essere alla stregua di dei, usarono il loro potere per sconvolgere la realtà stessa. Diedero vita ad un cataclisma dividendo la terra in quattro parti corrispondenti ai quattro elementi. Una volta compiuta la divisione gettarono tutto il popolo Patryn in una prigione magica. Il primo libro si apre alcuni secoli più tardi. I Sartan sembrano scomparsi e gli umani, nani ed elfi vivono sui nuovi mondi senza ricordare, se non i lontane leggende, ciò che è avvenuto. Ma alcuni Patryn sono riusciti a liberarsi e, guidati dal un potente mago della loro gente, Xar meditano di riconquistare ciò che considerano loro di diritto. In previsione di questa conquista, Lord Xar manda un suo servitore ad esplorare i quattro mondi attraverso l’unica via di comunicazione, la Porta della Morte (il Death Gate). Haplo (il servitore) dovrà esplorare i mondi, vedere se sono pronti ad accogliere il suo signore come re e anche indagare sulla presenza dei Sartan. Ma ci sono altre forze che attendono in agguato. Forse ed eventi che porteranno Haplo a dubitare di ogni cosa compresa la supremazia del suo popolo e l’errata convinzione di essere dei.

Autore: Weis/Hickman | Titolo: Il Ciclo del Death Gate | Edizione Mondadori (1990-1994) Voto 90 E’ un ciclo composto da sette libri degli autori del mondo di Dragonlance. – L’ala del Drago – La Stella degli Elfi – Il Mare di Fuoco – Il sortilegio del serpente – La mano del Caos – Il Labirinto – La settima porta

Mettendo a confronto Il ciclo del Death Gate con Dragonlance mi rendo conto di preferire il primo. Si tratta di una saga più articolata e dove si nota l’evoluzione stilistica degli autori. L’intreccio è più complesso e i personaggi, a mio parere, più profondi e di spessore. La scrittura è più fluida e anche la trama è più coinvolgente. Molti sono i personaggi e i mondi in cui le storie sono ambientate. Ogni volta si scopre una nuova realtà che, poi solo alla fine convergeranno insieme. L’idea di creare un’ambientazione che non sia il solito mondo fantasy situato in un altro pianeta o un’altra dimensione (o da qualche parte tra questi due estremi) ma in una versione futura del nostro stesso mondo, mi piace. Una scelta narrativa adottata anche da Terry Brooks con il ciclo di Shannara. $_57

La spiegazione della magia che danno è molto interessante. Un’onda che equilibria la realtà e che si basa sulle probabilità che una situazione si evolva in un certo modo. Più è lontana la possibilità che una certa cosa avvenga più l’incantesimo sarà arduo. Una magia basata sulle rune, in un certo senso più “scientifica” di quella che siamo abituati a vedere. Il protagonista è Haplo anche se Alfred, che potrebbe essere considerato la sua spalla, è altrettanto fondamentale. Il percorso di Haplo è un’eterna ricerca e una scoperta di se stesso e della verità, l’unico modo per salvare il suo popolo. E’ una sorta di viaggio che lo porterà a rivedere se stesso, a scontrarsi e lacerare il velo della menzogna e dell’odio che lo ha tenuto prigioniero tutta la vita. La storia di un uomo, nato nell’odio, nutrito ad odio, paura e disprezzo che scopre i sentimenti che negava persino a se stesso e la capacità di considerare gli altri senza pregiudizi. Alfred è una sorta di catalizzatore, sebbene sia un personaggio completo e ben congegnato. Egli è sia la nemesi che la controparte di Haplo. Anziano quanto Haplo è giovane. Pauroso quanto l’altro è ardito. Triste quanto l’altro è rabbioso. Ma è l’unione tra questi due personaggi e la loro amicizia che supera pregiudizi e odio che porta alla scoperta della verità e alla sconfitta del male. E’ proprio l’unione degli opposti e l’accettazione dell’altro che sfida il male. Una saga molto riuscita e matura. I personaggi sono ben caratterizzati e mai piatti. Anche colui che all’inizio consideri il “cattivo” cioè Lord Xar, capo dei Patryn alla fine non puoi odiarlo e lo ammiri. E colui che dovrebbe essere il “buono” cioè Samah il capo dei Sartan, alla fine risulta più odioso del suo nemico. Ma il vero nemico è molto più insidioso. Un nemico creato dagli uomini che in fondo anche nella nostra realtà nutriamo ad ogni istante che passa. Forse l’unica pecca è il finale. Non si può considerare propriamente brutto, ma in parte lascia insoddisfatti. Di per sé la vicenda si conclude, non rimangono veramente delle cose in sospeso, eppure in parte c’è una curiosità insoddisfatta che riguarda quel potere superiore scoperto dai due protagonisti che forse avrebbe potuto avere più impatto e venir spiegata in maniera più esauriente. Nonostante questo rimane uno dei miei fantasy preferiti. Un consiglio se decidete di iniziare la lettura: Leggete anche i vari capitoli di Appendice alla fine dei libri che vi daranno una visione più ampia del mondo e delle sue regole e vi permetteranno di capire alcuni particolari altrimenti più complessi.

Sonia Colleli

mweiscroppedGLI AUTORI

Margaret Weis (Independence, 16 marzo 1948) è una scrittrice statunitense, autrice di numerosi romanzi del genere fantasy. È autrice insieme a Tracy Hickman dei romanzi della serie Dragonlance. Alcuni suoi romanzi sono stati pubblicati con lo pseudonimo di Susan Lawson oppure Margaret Baldwin. Nella sua carriera ha scritto 431 opere ed è stata tradotta in 20 lingue diverse.

T.HickmanTracy Raye Hickman (Salt Lake City, 26 novembre 1955) è uno scrittore e autore di giochi statunitense, conosciuto soprattutto per i suoi lavori di progettazione di giochi di ruolo riguardanti Dragonlance e coautore con Margaret Weis dei principali romanzi che hanno per sfondo questa ambientazione.