Recensione: “Il libro dei gatti immaginari” (2016): antologia (felina) curata da Gianfranco De Turris

Massimiliano Gobbo61t-sKa1QTLQuesto omaggio ai felini ci viene da ben 25 autori italiani diversi, con storie espressamente richieste e scritte appositamente per l’iniziativa, e tutti, ovviamente, gattofili. Narrazioni, le loro, in cui il gatto è il reale protagonista, palese o segreto, non solo, ma anche efficace e positivo, indipendentemente dalla sua sorte personale. Insomma, in queste storie – che spaziano dal realista al fantastico, dallo storico all’orrorifico, dal poliziesco al fantascientifico – il gatto si presenta come protagonista diretto o indiretto, comunque come il vero “eroe positivo” della trama. Demiurgo e Vendicatore, Protettore e Risolutore, Pronubo e Difensore, Osservatore e Testimone, Samaritano e Nemesi Guardiano, Psicopompo e Revenant, abitatore di Due Realtà che combaciano e che soltanto lui ha la capacità e il privilegio di poter conoscere passando da una all’altra a nostra insaputa, poveri ottusi. Come tale quindi il gatto di questi racconti ha anche la possibilità d’insolite frequentazioni e non solo con personaggi della storia, ma anche di miti e leggende e addirittura con esseri immaginari protagonisti di film e romanzi famosi, a dimostrazione di come possa vivere certamente le sue famose sette vite, ma addirittura sette realtà diverse! Nume tutelare dell’impresa è H.P. Lovecraft, gattofilo se mai ce ne fu uno, di cui si pubblica in appendice il saggio-conferenza Gatti e cani del 1926, un vero e proprio manifesto della felinità.

Titolo: Il libro dei gatti immaginari | Antologia di racconti | A cura di Gianfranco De Turris | Illustrazioni di Dalmazio Frau | Presentazione di: Marina Alberghini | Jouvence (27 ottobre 2016) | Collana: Finzioni | ISBN-10: 8878015547 | ISBN-13: 978-8878015548 | Prezzo di copertina: 24€

Un nuovo libro sui gatti, e perché no? Il gatto in quanto simbolo di mistero, creatura notturna, essere immaginifico per natura e vocazione. Considerato dagli egizi come un dio, amato e odiato e in simil misura temuto. Creatura oscura e meravigliosa, abitatrice del sogno come dell’incubo. Mito stregonesco dal soma medievale, visto come servo del maligno, protagonista di riti blasfemi e sabba in stile Salem, oppure entità prodigiosa e benevola, nonché antico e prezioso alleato degli umani nell’eterno conflitto contro il regno dei roditori?

Bianco o nero, tigrato oppure a macchie, di razza o meticcio, un gatto è sempre e un gatto, ovvero un essere singolare ed enigmatico. Icona di successo nelle arti, nelle religioni, nella musica e in letteratura (ma anche nel cinema, nel fumetto e nei cartoni animati non se la cava poi tanto male).

71uIOEh0LHLPer non parlare del mondo delle fiabe, in cui loro, gli ineffabili felini imperano: con gli stivali e senza, magici oppure no, “stregatti” e via miagolando.

Ma il gatto è soprattutto la personificazione pardon l’animalizzazione del fantastico, quello con i baffi. Sarà anche in virtù di ciò che Gianfranco de Turris (uno che d’immaginario se ne intende) ha deciso di dar vita a una nuova antologia dal timbro anzi dall’artiglio felino. Stiamo parlando de Il libro dei gatti immaginari, edito da Jouvence, libro che raccoglie ben venticinque racconti in cui sono i nostri amati mici ad essere protagonisti.

Venticinque storie per altrettanti autori e autrici, tutte d’ottima qualità e declinate al gattesco in vario genere: onirico, storico, realistico, surreale, romantico, fantascientifico, poliziesco ecc.

Dunque si tratta d’un volume interessantissimo per tutti gli estimatori dei gatti e della buona letteratura, impreziosito, fra l’altro, da un cameo in veste di saggista del grandissimo Howard Phillips Lovecraft (altro noto gattofilo).

Pertanto Il libro dei gatti immaginari è un’antologia imperdibile; ben assortita, curata magistralmente da Gianfranco de Turris, riccamente illustrata da Dalmazio Frau e autorevolmente presentata (non poteva essere che così) dal presidente dell’Accademia dei Gatti Magici, la scrittrice Marina Alberghini.

Massimiliano Gobbo

Gianfranco de Turris (Roma, 1944), giornalista e scrittore. Da sempre interessato alla letteratura dell’Immaginario ha diretto riviste e collane di libri, curato innumerevoli antologie a tema: tra le ultime Apocalissi 2012 (2012), Cronache del neocarbonifero (2013), Sbirri di Regime (2015). Ha pubblicato una ventina di opere di narrativa e saggistica, tra le quali le più recenti sono Come sopravvivere alla modernità (2015), Ricordi di un Hobbit (2015) e Le meraviglie dell’impossibile (2016) insieme a Sebastiano Fusco.

Dalmazio Frau (Sassari, 1963), pittore, illustratore, studioso dell’arte del Medioevo e del Rinascimento, di miti, simboli ed ermetismo; scrive d’arte su “Il Giornale OFF”, “Totalità”, “La Confederazione Italiana”; cura la rivista sulle arti “Diònysos” (Tabula Fati) e ha scritto: Senza arte né parte (2013), L’Arte Ermetica. Bosch, Brueghel, Dürer, Van Eyck (2015), L’Arte spiegata a mia cugina (2016). Vive a Roma con sua moglie archeologa e un gatto certosino di nome Conner.