Recensione: “La custode dei sogni” (2014) di Nicoletta Torregrossa

Serena ZulianLa custode dei sogniL’estate di Matilda pare trascorrere come quella di tutti gli altri quindicenni, tra uscite con gli amici, feste, compiti a casa e genitori a volte ingombranti e fastidiosi. Eppure, l’incontro con Sam le cambierà per sempre la vita, mostrandole realtà che non avrebbe mai creduto possibili e sogni che non sono sempre quello che sembrano.

Titolo: La custode dei sogni. Le essenze | Autore: Nicoletta Torregrossa | Edizione: Elpìs | Anno: 2014 (edizione Elpìs) | Pagine: 400

Il romanzo d’esordio di Nicoletta Torregrossa ci trasporta immediatamente in Inghilterra, dove Matilda vive con la famiglia e il fratello. Si annoia, in quelle vacanze estive nelle quali deve leggere un noioso libro che la fa addormentare. Probabilmente non sta leggendo “La custode dei sogni” che, invece, con un linguaggio semplice ma curato – anche se con qualche sbavatura forse dialettale – racconta la storia di questa adolescente e dell’uomo (o meglio, elfo) che le cambierà per sempre la vita.

Ma andiamo con ordine.

Quando era più giovane, Matilda amava disegnare e raccontare storie. Il suo personaggio preferito, la sua creazione che l’ha accompagnata per anni in diverse avventure, era Sand, un elfo armato di spada. Eppure, quando Matilda si ritiene troppo grande per queste storie da bambina, chiude fogli e sogni in una scatola, posandola sopra l’armadio e chiudendo con il passato. O così almeno crede, perché in realtà Sand è molto di più che uno scarabocchio su carta: con la sua passione e la fantasia, Matilda gli ha donato vita, trasformandolo in un Sogno Cosciente, abitante in un’altra realtà dove ogni giorno, ogni ora, ogni minuto i sogni degli uomini di tutto il mondo si materializzano. Poche sono le regole essenziali di questo mondo e forse la più importante è non incontrare mai il proprio creatore. Cosa che però Sand decide di ignorare, per contattare Matilda e chiederle aiuto.

La storia ha una trama piuttosto semplice, anche se ben congeniata: Itanok, il precettore dell’elfo e suo maestro nel Mondo dei Sogni, sta distruggendo ogni cosa per acquisire potere e Sand, solo e senza nessun amico, è ben intenzionato a fermarlo a tutti i costi.

Il lettore, come Matilda, apprende man mano il funzionamento di questo mondo, dove si depositano tutti i sogni degli esseri umani, da quelli più semplici a quelli dannatamente complessi. Tre sono i punti fondamentali su cui è bene soffermarsi per comprendere appieno come Nicoletta Torregrossa abbia posto le basi del suo romanzo. Innanzitutto, è necessario distinguere tra Sogno e Incubo, una delle distinzioni più elementari, ma utili, che si possano fare. Questa dicotomia è rappresentata anche visivamente, con una netta separazione del Mondo dei Sogni da quello degli Incubi, nella speranza che il secondo non si espanda verso il primo e che chiunque si trovi a transitare lungo il confine non ne venga ingoiato e corrotto.

Seconda nozione fondamentale è la separazione tra Sogno Incosciente e Sogno Cosciente. I primi, senza particolare spessore, sono i più comuni e si ripetono all’infinito come scene su un disco rotto, che ritorna al punto di partenza non appena ha terminato il circuito. Essi possono essere ridotti all’osso o avere una trama più arzigogolata, ma mantengono questa ciclicità infinita, o quasi. Quando il loro creatore muore, infatti, essi svaniscono nel nulla per far posto ad altri sogni come loro, ripetitivi come quelli che li hanno preceduti. Un Sogno Cosciente è invece una realtà ben più costruita, nata da una mente che l’ha sognata e voluta fortemente, come Sand, il personaggio creato dalla bambina Matilda. Essi non svaniscono alla morte del loro creatore, ma in quella circostanza la loro possibilità di raggiungere la terra e gli umani viene meno, improgionandoli di fatto nel Mondo dei Sogni. Questa distinzione è determinante per due motivi: mostra infatti come gran parte delle nostre fantasie ad occhi aperti (o chiusi) non siano altro che voli della mente, a volte pindarici, a volte più realistici, ma pur sempre meri vagheggiamenti senza capo né coda. In secondo luogo, invece, dà vita e speranza a tutti i personaggi creati da umani dotati di grande fantasia, che credono fortemente nella loro immaginazione e, a volte la usano come un meccanico userebbe una chiave del 13: per smontare, decostruire, rimontare e ricostruire la realtà.

Si può facilmente immaginare che questa seconda categoria sia nettamente inferiore alla prima, e questo è il terzo punto su cui si fonda il racconto. Infatti Sand è convinto che, oltre a lui e ad Itanok, non esistono altri Sogni Coscienti. Matilda è convinta del contrario e la legge dei grandi numeri le viene incontro. In un mondo sterminato come quello dei Sogni, dove tutto si rinnova di continuo e sfarfalla tremolante come una vecchia registrazione video, è mai possibile che la fantasia umana abbia prodotto soltanto due creature come Sand e Itanok?

La trama si mostra molto interessante e ben studiata, anche se con qualche piccolo e trascurabile scivolone nel déja-vu e nel “lo avevo già capito”. I personaggi sono ben caratterizzati e molti di essi – Sogni Coscienti creati nelle epoche più disparati – quasi caricaturali, ma senza apparire grotteschi.

Unica pecca più fastidiosa sta forse nel titolo, che risulta essere uguale a quello di altri libri in commercio. Ma sono dettagli.

Serena Zulian

Nicoletta-TorregrossaL’AUTRICE

Nicoletta Torregrossa è nata a Palermo nel 1987, vive insieme al suo gatto e svolge l’amato ruolo di zia dei suoi tre meravigliosi nipoti. Nonostante sia laureata in Scienze Biologiche, il suo interesse, fin da bambina, è sempre stato orientato verso la lettura, la scrittura e, più recentemente anche verso il disegno, come autodidatta. “La Custode dei Sogni“, pubblicato alla fine del 2014 dalla Elpìs Editrice, è il suo primo romanzo, nato dopo che i personaggi si sono improvvisamente presentati sotto il tratto della sua matita: un fantasy contemporaneo che, in appena quattro mesi dalla sua uscita, ha raccolto grandi risultati e ricevuto apprezzamenti sia dalla critica che dai lettori, ma anche da autori internazionali del calibro di Herbie Brennan.