Recensione Fantasy: “La Signora del Lago” (Pani Jeziora, 1999) di Andrzej Sapkowski

Francesco Coppola (2)La Signora del Lago – Andrzej SapkowskiL’inverno si avvicina. Stremati, Geralt e i suoi compagni sono costretti a fermarsi a Toussaint, un piccolissimo regno d’incredibile bellezza, risparmiato dalla guerra grazie alla sua posizione isolata. Lì, lo strigo spera di trovare un posto sicuro per recuperare le forze, e soprattutto informazioni che possano aiutarlo nella ricerca di Ciri. Geralt non sa se le voci secondo cui la ragazza sarebbe stata catturata dall’esercito imperiale siano vere. Una cosa è certa: ha bisogno di lui. Tuttavia Ciri non è l’unica a essere in grave pericolo: le spie di Nilfgaard sono ovunque, e persino in un luogo idilliaco come Toussaint c’è qualcuno che trama nell’ombra perché Geralt non ne esca vivo… L’hanno ribattezzata la Signora del Lago. Per sfuggire alle truppe di Nilfgaard, Ciri ha varcato il portale magico nascosto nella Torre della Rondine e, da quel giorno, gli elfi si sono presi cura di lei, guarendo le sue ferite e trattandola come un vera principessa. Ciri quindi ha abbassato la guardia e non si è subito resa conto di non essere affatto una loro gradita ospite, bensì una prigioniera. Ma, adesso che ha scoperto il gioco degli elfi, deve assolutamente riuscire ad evadere. Perché lei è la Fiamma di cui parlano le profezie. Ed è giunto il tempo che il suo destino si compia…

Titolo: La signora del Lago | Titolo originale: Pani Jeziora, 1999 | Autore: Andrzej Sapkowski | Saga di Geralt di Rivia volume 7 | Editore: Nord | Anno di pubblicazione 2015 | Pagine: 616 | ISBN 9788842926115 | Prezzo: € 19,90 | Disponibile anche in e-book | Per maggiori info sulla saga clicca QUI

Uscito nell’autunno 2015, La signora del lago (Pani Jeziora) è l’ultimo romanzo della pentalogia scritta da Andrzej Sapkowski in cui hanno luogo le vicende di Geralt di Rivia, Yennefer di Vengerberg, di Ciri (Cirilla di Cintra) e del bardo Ranuncolo, costituendone pertanto la conclusione.

Un finale di saga inaspettato, che riesce a sorprendere i lettori dei quattro romanzi precedenti e in cui Sapkowski riversa tutta la sua pirotecnica abilità di stravolgere le aspettative del lettore. Si passa da narrazioni con un punto di vista fisso – o quasi – per libro, a un’esplosione di micro-protagonismi che accompagnano le vicende dei nostri beniamini, portando a descrivere meglio che mai tutto un mondo in guerra a partire dai singoli personaggi che ne giocano un ruolo. Un tipo di narrazione che ricorda un altro autore: Steven Erikson. Abbiamo, inoltre, tutta una linea narrativa che riguarda il rapporto fra fatto vissuto, raccontato e mitizzato, con tanto di un non lieve citazionismo, nei precedenti episodi sconosciuto.

Insomma, si ha tanto uno stravolgimento della formula a cui i lettori erano abituati, che a qualcuno di questi il libro potrebbe anche non gradirlo. Qualcuno abituato a narrazione Fantasy tradizionali e che preferisce venire rassicurato nella sua richiesta di quanto di più classico una storia fra il Sword and Sorcery e l’Heroic Fantasy possa offrire.

Un finale, però, che al contrario piacerà moltissimo a molti altri tipi di lettori, segnatamente: chi non legge solo Fantasy, ma anche noir, classici e vario mainstream, oltre a coloro che leggono da tanto tempo, tanto di quel Fantastico, da non poterne più delle solite ricette preconfezionate. Infine, troverà di suo profondo gradimento La signora del Lago, quel lettore avveduto che percepisce nella successione di autori e saghe, un’evoluzione creativa, individuando in questo libro il compimento – efficace quanto esaltante – di quel certo percorso compiuto dal Fantasy internazionale, che si è spostato sempre più da racconti di un’eroicità mitologica, a quelli ove la psicologia del personaggio viene approfondita, e resa via via più centrale, ma anche realistica e il mondo non è più descritto da una terza voce narrante onnisciente, ma a partire dai protagonisti.

Di cosa parla, però, il romanzo?

“Ho sempre più l’impressione” Disse Ciri dopo un istante, avvolgendosi ancora di più nel plaid pitto “che questa sia una storia senza inizio. Non sono neanche sicura che sia davvero finita. Perché devi sapere che passato e futuro sono inestricabilmente intrecciati. Un elfo mi ha detto che è perfino come con quel serpente che si morde la coda. Quel serpente, sappilo, si chiama Uroboros. E il fatto che si morde la cosa significa che il cerchio si è chiuso. In ogni attimo del tempo si celano futuro, presente e passato. In ogni attimo si cela l’eternità. Lo capisci?”

71y-W3nNjBLDi ciò quindi, si impegna a raccontare La signora del Lago: di relazioni fra le persone, sociali e affettive; di ciò che conduce, al legame (Amicizia, Alleanza o Amore) o alla guerra e di come questa sia fatta, oltre la facciata dei nomi e degli atti degli eroi e dei generali. Il romanzo ci mostra la formazione di una donna, come regina di sé stessa, completa e pronta a decidere con chi condividere la propria esperienza di vita. Sapkowski fornisce così la risposta migliore, alla domanda che noi vecchi cultori del genere ci siamo fatti tante volte: come si può costruire una storia epica, ma al contempo priva di ogni glorificazione della guerra?

Spesso, leggendo i romanzi di questa pentalogia il qui scrivente ha potuto paragonarne il ritmo, i cambi di passo e l’alternanza fra lunghi adagi, momenti più vivaci a vere e proprie scene d’azione, a un’opera sinfonica, una come ‘Quadri da un’esposizione’ di Mussorskij o ‘L’uccello di fuoco’ di Stravinskij. Come queste opere vi sono diversi temi che vengono annunciati, alternati, riproposti con un ritmo più lento, per arrivare a un trionfante finale.

Ecco, leggendo le storie scritte da Andrzej Sapkowski si ha la stessa variazioni di toni, con lo stesso andamento degli ottoni e degli archi, accompagnati dai timpani che ci danno dentro, anche se le stesse vicende narrate in questo romanzo fanno da sfondo a una vera e propria tragedia shakespeariana.

In un’intervista concessa in Italia, l’autore si era così espresso in merito ai finali: “in realtà ho così impostato la mia saga perché trovo personalmente che l’happy end sia noioso. Mi piacerebbe dire ai lettori che anche quando si può vincere il Male il costo in vite umane è sempre altissimo! Quando si vince il Male, non c’è il tempo per urlare ‘He-hey abbiamo vinto!’, no, perché le morti sono state così tante. Quello è invece il tempo per il cordoglio! Questa è la mia filosofia nella scrittura.”

Una maestosa e pirotecnica fine di saga. Potrà non riuscire gradita a tutti, ma altri l’adoreranno, così com’è capitato in giro per tutto il mondo, ove è proprio questo il titolo prediletto dalla gran parte degli estimatori di Sapkowski.

Non si tratta, però, dell’ultimo libro scritto da Sapkowski con protagonista il buon Geralt di Rivia, un altro romanzo – situato temporalmente in un tempo antecedente alle vicende narrate ne ‘Il sangue degli elfi’, l’inizio della pentalogia, è in attesa di comparire negli scaffali delle librerie italiane, il suo titolo ‘Sezon Burz’, ragionevolmente potrebbe risultare in italiano come, La stagione delle tempeste.

Non ci resta che attendere qualche mese per tornare a gustarci le prodezze dello strigo Geralt di Rivia.

Francesco Coppola

Andrzej SapkowskiL’AUTORE

Andrzej Sapkowski, (Łódź, 21 giugno 1948) è uno scrittore polacco. È famoso principalmente per la serie di racconti fantasy Witcher(Wiedźmin), da cui è stata tratta una serie di videogiochi omonima.  Prima diventare scrittore, Sapkowski ha studiato economia e ha lavorato come rappresentante alla vendita per una società straniera. Sapkowski ha vinto cinque premi Zajdel Awards, tre per i racconti Mniejsze zło (Il male minore) (1990), Miecz przeznaczenia (La spada del destino) (1992) e W leju po bombie (Nel cratere di una bomba) (1993), e per due romanzi Krew elfów (Il sangue degli elfi) (1994) e Narrenturm (2002). Sapkowski ha vinto nel 2003 due premi spagnoli Ignotus: il premio per la miglior antologia con la raccolta Il guardiano degli innocenti (Ostatnie życzenie), mentre Muzykanci (I musicanti) ha vinto il premio per il miglior racconto di letteratura straniera. I libri di Sapkowski sono stati tradotti in ceco, russo, lituano, tedesco, spagnolo, francese, inglese, italiano, sloveno e portoghese. È famoso soprattutto per avere scritto la serie di racconti diThe Witcher, da cui è stato tratto ill’omonimo videogioco, sviluppato e pubblicato da CD Projekt a partire dall’ottobre 2007